Ormai passato

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Ormai passato

Trocadero – Paris

Mi è tornato ora in mente un momento preciso di quest’autunno. Nonostante l’accenno di afa e la cappa nuvolosa che appesantisce la vista dalla finestra (o forse proprio a causa di questi elementi) qualcosa mi ha riportato ad un preciso istante di quel pomeriggio a Parigi quando, sola, ferma al semaforo ai piedi del Trocadero, guardavo in alto le nuvole correre veloci quasi quanto le auto che sfrecciavano sul viale, a pochi centimetri da me.
Forse in quel momento devo essermi chiesta se mi sarebbe capitato, in futuro, di ripensare proprio a quell’attimo.
E proprio oggi è quel futuro che avevo evocato allora, già presente, ormai passato.

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Breathe

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Breathe

Mai come oggi (forse solo in qualche momento subacqueo nella piscina comunale) mi sono resa conto di quanto non sia affatto scontato respirare.
Di quanto impercettibile ma decisivo sia stato il cambiamento dell’aria, così sorprendentemente…gustosa – se mi passate il termine – da un paio di settimane a questa parte.
Sarà il clima più mite, la luce che giorno dopo giorno guadagna terreno, arrivando sempre più in profondità nella mia stanza, penetrando dalla finestra…o il fatto che oggi ho incrociato una ragazza che, sorridente e solitaria, faceva le bolle di sapone camminando nel sole delle 4 sotto al porticato di Via San Felice.
Sta di fatto che respirare oggi non mi sembra solo ovvio, ma un certo piacere estetico si è aggiunto al puro bisogno fisiologico.
Quindi respiro, respiro e respiro ancora.