Dopo la tempesta

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Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato.

H. Murakami – Kafka sulla spiaggia

Bagaglio per un viaggio immaginario (e immaginato)

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Fare le valigie, partire.

Se vivendo, di fatto, si viaggia attraverso il tempo più ancora che attraverso lo spazio, ogni luogo è un punto su una linea, ogni punto una tappa.

Un giro di boa.

Ci muoviamo, e con noi anche il bagaglio della nostra esistenza.

Valigie sbagliate: troppo piene, o troppo vuote. Quasi mai quella giusta, manca sempre qualcosa. Oppure c’è sempre qualcosa di troppo che non la fa chiudere bene.

E ci ritroviamo a portarci dietro scatole vuote, o a lasciarci frenare da sacchi stracolmi; a seminare, come briciole, oggetti vittime del caso lungo tutto il nostro percorso.

D’altronde anche il bagaglio più ponderato, anche quello più equilibrato e pratico non assicura la buona riuscita del viaggio.

Il bagaglio migliore può rivelarsi, alla fine, il più improbabile.

Geometria del desiderio

Quote

Lo stesso sesso, l’altro sesso…qualsiasi valore si assegni alle variabili, l’equazione mi sembra impossibile.
Come può il desiderio di una persona incrociare il desiderio di un’altra?
Per lunghe che siano le rette, non si incroceranno mai;
gli esseri umani sono paralleli, mai convergenti – distinti, separati, ciascuno è cinto di mura e fossato, e così via all’infinito.

Scritto sul corpo
Alan Bennet