Bagaglio per un viaggio immaginario (e immaginato)

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Fare le valigie, partire.

Se vivendo, di fatto, si viaggia attraverso il tempo più ancora che attraverso lo spazio, ogni luogo è un punto su una linea, ogni punto una tappa.

Un giro di boa.

Ci muoviamo, e con noi anche il bagaglio della nostra esistenza.

Valigie sbagliate: troppo piene, o troppo vuote. Quasi mai quella giusta, manca sempre qualcosa. Oppure c’è sempre qualcosa di troppo che non la fa chiudere bene.

E ci ritroviamo a portarci dietro scatole vuote, o a lasciarci frenare da sacchi stracolmi; a seminare, come briciole, oggetti vittime del caso lungo tutto il nostro percorso.

D’altronde anche il bagaglio più ponderato, anche quello più equilibrato e pratico non assicura la buona riuscita del viaggio.

Il bagaglio migliore può rivelarsi, alla fine, il più improbabile.

Ormai passato

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Ormai passato

Trocadero – Paris

Mi è tornato ora in mente un momento preciso di quest’autunno. Nonostante l’accenno di afa e la cappa nuvolosa che appesantisce la vista dalla finestra (o forse proprio a causa di questi elementi) qualcosa mi ha riportato ad un preciso istante di quel pomeriggio a Parigi quando, sola, ferma al semaforo ai piedi del Trocadero, guardavo in alto le nuvole correre veloci quasi quanto le auto che sfrecciavano sul viale, a pochi centimetri da me.
Forse in quel momento devo essermi chiesta se mi sarebbe capitato, in futuro, di ripensare proprio a quell’attimo.
E proprio oggi è quel futuro che avevo evocato allora, già presente, ormai passato.

Fine della parentesi…

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Ovvero, brusco ritorno alla mia (ultimamente) molto burocratica realtà dopo una settimana “cuscinetto” in mezzo a questo delirio di preparativi.

Risultato? Abbronzatura discreta (molto positivo) e 172 mail di notifica dai vari siti di chambres a louer, (molto negativo), ognuna delle quali inizia circa così: “siamo spiacenti, l’utente ha già trovato un coinquilino…” .  

Sembra addirittura troppo brutto e banale per essere vero, eppure le ho appena cestinate tutte, e ciò testimonia che esistevano prima del mio fatale “clic”.

Niente di nuovo insomma, sono sempre qui, in questa sterminata sala d’attesa virtuale.

 

Preparativi

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Poco più di un mese e tantissime cose ancora da fare, Bruxelles alle porte e tutto ancora da organizzare…non è il momento migliore per rendersi conto di non sapere assolutamente nulla di quello che occorre sapere per poter sopravvivere nella capitale d’Europa!! 

Savoir de ne pas savoir…questa è l’origine, il mio “Mondo Ordinario” per dirla alla Vogler, la soglia l’ho già passata da un pezzo, resta da vedere se il mio sarà un percorso da eroina tragica oppure se, alla fine, tornerò con l’Elisir, sana e salva (e cambiata).

Intanto questo è il mio viaggio attraverso la trama intricata di una delle metropoli “faro” per i giovani in cerca di possibilità, passando per le Arti, il francese (per forza di cose) e il Cinema.

Mezzi privilegiati: carta e penna – non solo virtuali – e la mia macchina fotografica;

Obbiettivo: vivre la vie, quella di tutti i giorni – che non è mai facile.

Se vorrete accompagnarmi, curiosare tra le mie esperienze, renderle un po’ vostre con qualche commento, ne sarò più che felice!

On y va, il viaggio comincia…