Prospettiva dall’alto

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Gli uomini, bisogna vederli dall’alto. Spegnevo la luce e mi mettevo alla finestra: essi neppure sospettavano che si potesse osservarli dal di sopra. Curavano la facciata, qualche volta la parte posteriore, ma tutti i loro effetti son calcolati per spettatori d’un metro e settanta. Chi ha mai riflettuto sulla forma di un cappello duro visto dal sesto piano? Gli uomini dimenticano di difendere spalle e crani con colori vivi e stoffe vistose, non sanno combattere questo grande nemico dell’umanità; la prospettiva dall’alto.

Erostrato

ne “Il Muro”

J.P. Sartre

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Dopo la tempesta

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Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato.

H. Murakami – Kafka sulla spiaggia

Geometria del desiderio

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Lo stesso sesso, l’altro sesso…qualsiasi valore si assegni alle variabili, l’equazione mi sembra impossibile.
Come può il desiderio di una persona incrociare il desiderio di un’altra?
Per lunghe che siano le rette, non si incroceranno mai;
gli esseri umani sono paralleli, mai convergenti – distinti, separati, ciascuno è cinto di mura e fossato, e così via all’infinito.

Scritto sul corpo
Alan Bennet

Questa notte mi ha aperto gli occhi

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Non so se avete mai provato questa sensazione, quando viaggiate in auto – e non è necessario che si tratti di una vettura particolarmente confortevole: un senso di sonnolenza che vi toglie qualsiasi ansia di arrivare e vi fa sentire piacevolmente a vostro agio, come se da lì non doveste più alzarvi.
Suppongo che sia questo vivere nel presente.
Non è che me la cavassi molto bene a vivere nel presente, in quei giorni; mi riusciva soltanto in macchina o in treno.

Questa notte mi ha aperto gli occhi
Jonathan Coe

La parte più buia

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– Guarda che io sono una professionista, –  disse Shiori con uno sguardo dolce. – Cioè… lui pensa che al di fuori degli appuntamenti fissati tutto il resto è nulla. –

– Nulla? –

– E’ per questo che è in ansia. Se lui pensasse che tu gli appartieni, la sua posizione diventerebbe più debole. Perciò almeno per il momento tu per lui sei il nulla, sei un giudizio sospeso, il bottone premuto su ‘pausa’, una riserva, un optional. –

– Sarebbe a dire… credo di capire ma… nulla, dici? E’ solo questo che sono per lui? Ma allora in quale parte della sua vita mi ha messo? –

– Nella sua parte più buia, – sorrise Shiori.

Banana Yoshimoto, “Sonno Profondo”