Parentesi milanese

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Milano, 12 giugno 2015

Al centro di Piazza Castello, la metro Cairoli alle spalle, siedo un po’ ingobbita sotto le nuvole pesanti.

Una parentesi grigia. Le gocce che sfuggono alla fontana accanto a me rendono ancora più effimera qualsiasi considerazione atmosferica.

È un buon punto di osservazione questo, di fronte all’arcata che introduce al castello. Qualche visitatore scherza, immerge le mani nell’acqua per dare una rinfrescata non richiesta agli amici. Non fa così caldo, in realtà. A giudicare dal biondo dei capelli e dalla pelle color peperone probabilmente per loro questo clima si avvicina molto a quello dei tropici.

Pochi minuti accanto all’acqua e sto già bene. Questo anche se la scrittura è incerta, come incerto è stato il mio incedere da quando sono emersa a San Babila: un fallimentare tentativo di shopping, la ricerca di una gelateria decente culminata con la conferma che un gelato più buono di uno qualsiasi preso a Bologna, semplicemente non esista – al di sopra del Po, almeno. Sarà un effetto, nel piccolo, di anni (secoli?) di xenofobia e campanilismo nordici, non so.

Qualcosa di ufficiale – e sicuramente poco interessante – sta per svolgersi al castello: due Lancia Delta tirate a lucido si sono fatte largo tra i turisti imbambolati, infilandosi svelte e silenziose nel cortile interno. Un corteo in giacca e cravatta li seguiva, guardandosi nervosamente intorno. Un politico? Il sindaco? Qualcosa in relazione all’Expo, immagino.

Anche l’ultimo pseudo Bond sparisce sotto l’arcata,  la folla si richiude come un sipario. Sparse per la piazza campeggiano figure solitarie che si guardano attorno, l’aria di qualcuno che si sta concedendo un momento di pensiero lucido nel delirio di una giornata-tipo milanese.

Sentirsi turisti crea un certo disagio, ma al tempo stesso permette di conformarsi al più banale degli stereotipi. Perciò sì, facciamola una foto. Che verrà buia e grigia, come il riverbero del cielo denso sulla superficie dell’acqua, tremula per gli spruzzi degli zampilli.

Non capisco se siano loro a bagnarmi o la prima pioggia. In ogni caso, il temporale arriva tra poco. E io ho un treno da prendere.

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