Bagaglio per un viaggio immaginario (e immaginato)

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Fare le valigie, partire.

Se vivendo, di fatto, si viaggia attraverso il tempo più ancora che attraverso lo spazio, ogni luogo è un punto su una linea, ogni punto una tappa.

Un giro di boa.

Ci muoviamo, e con noi anche il bagaglio della nostra esistenza.

Valigie sbagliate: troppo piene, o troppo vuote. Quasi mai quella giusta, manca sempre qualcosa. Oppure c’è sempre qualcosa di troppo che non la fa chiudere bene.

E ci ritroviamo a portarci dietro scatole vuote, o a lasciarci frenare da sacchi stracolmi; a seminare, come briciole, oggetti vittime del caso lungo tutto il nostro percorso.

D’altronde anche il bagaglio più ponderato, anche quello più equilibrato e pratico non assicura la buona riuscita del viaggio.

Il bagaglio migliore può rivelarsi, alla fine, il più improbabile.

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