Chiavi in mano

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Mentre buttavo giù qualche appunto per questo post, finalmente la mia odissea è finita. Dopo 15 giorni da pseudo-clochard per le strade di Bruxelles in cerca di un alloggio, eccomi qui che scrivo seduta alla (fredda) scrivania della mia nuova (fredda) stanza.

Probabilmente ora dovrei trovarmi in quella fase liminale successiva a tutti i grandi traguardi, con addosso e intorno quel misto di sollievo e inquietudine che lascia dietro di se’ ogni forte tensione quando svanisce, ma ho come la sensazione che potrebbe essere proprio da oggi che comincia il periodo più duro.

Cosa me lo fa credere?

punto 1 : L’alloggio è in una zona dove circolano facce non proprio raccomandabili.

punto 2 : mi trovo ad avere a che fare con un oggetto semi-sconosciuto ai più della mia generazione, ossia il modem (wtf?????) che ovviamente non riesco a far funzionare…

(in quanto alla connessione wi fi, colgo l’occasione per ringraziare l’anonimo e sprovveduto vicino che ha lasciato sguarnita la sua)

punto 3 : scesa in cucina scopro da due ragazzi spagnoli che ci toccherà farci da mangiare al buio perchè la luce non funziona.

punto 4 : nemmeno la luce nei bagni e nelle docce funziona.

punto 4a : le docce sono 4 per una popolazione che ammonta circa a 25 studenti.

Ok, lasciatemi qualche secondo per rileggere i punti…bene. Tirando le somme la “grande prova” è davvero appena cominciata, a quanto pare.

Ah dimenticavo, punto 5: sono ad un oretta dalla mia università, con i mezzi pubblici. Milano-Bergamo in pratica…

Bene. Va tutto molto bene.